Episodio 4 “Gas”

Posted By Matteo Viani
Settembre 9, 2026
Episodio 4 “Gas”

20,00 €

Cover story
Intervista a Tommaso Di Spigna, in arte Spugna

Anidride carbonica, nemica mia – di Samuel Cogliati Gorlier
Da elemento stilistico a danno collaterale

Il miracolo della spuma – di Jacopo Manni
Mito, memoria e modernità del vino monastico

Il dolce e l’amaro – di Maurizio Gily
Il moscato tra delicati equilibri e metodi di spumantizzazione

Ezio Cerruti – di Nicola Barbato
Le vie della fermentazione sono infinite

Dalle farmacie ai bar – di Julian Biondi
L’ascesa della soda nel secolo delle bolle

Il talento di Modena – di Filippo Marchi
Paradosso di semplicità

Lambrusco & nebbiolo – di Diego Sorba
Frizzantezza versus austerità, un caso di bipolarismo conclamato

Tutto scorre – di Filippo Marchi
Modena city bubblers

Dag dal gas – di Radio Kippis
La colonna sonora del lambrusco

Lost in fermentation – di Giada Talpo
Storie di microbi e metamorfosi

Bollicine e terroir – di Francesca Ciancio
Una relazione sotto pressione

Le città di pianura e le vigne di collina – di Giorgio Fogliani
Breve storia sentimentale del prosecco

Una bolla di luce – di Bernat Voraviu
Catalogna: spumanti da un mare sopra a un altro mare

Il nome della bolla – di Samuel Cogliati Gorlier e Giorgio Fogliani
Tenzone linguistico su effervescenze in bottiglia

Maestro di cerimonie – di Nicola Carlevaris
Il caso dello champagne nella cultura hip hop

L’alt(r)a Langa – di Alberto Bracco
Langa Astigiana: un laboratorio a cielo aperto

Quello che non ho – di Nicola Carlevaris
Cascina degli Ulivi e Cantillon: un dialogo spontaneo

Il senso della schiuma per la birra
Intervista a Diego Bocchio e Alessio “Allo” Gatti del birrificio Canediguerra

Racconto visivo – di Paolo Bernardotti

Illustrazioni di: Spugna, Simone Roveda, Andrea De Luca, Shinobu Wada, Alan D’Amico, Alessandro Ripane

Fotografie di: Paolo Bernardotti

Con “Gas” torniamo ad approfondire un elemento tecnico e stilistico: l’anidride carbonica. Da alcuni chiamata CO₂, da pochi diossido di carbonio, da molti “bollicine”, l’anidride carbonica occupa una posizione peculiare nel panorama delle componenti che concorrono a definire l’identità del vino.
Questo episodio accompagna il lettore alla scoperta delle effervescenze di diversi territori e delle persone che ne interpretano identità e sfumature. Un viaggio con, in sottofondo, una domanda che si ripete: può un scelta tecnica dominata dall’uomo, i cui effetti, nel calice, vanno a sovrapporsi alla purezza espressiva di un vino, rappresentare un elemento di terroir e di tipicità?
Il volume apre con uno sguardo critico sulla manifestazione organolettica dell’anidride carbonica, per poi approfondire il tema dei vini monastici e delle “miracolose spume”.
Poi si passa “sul campo”, in Piemonte, per scoprire i delicati equilibri e le tecniche di spumantizzazione del moscato, oltre che per conoscerne un romantico interprete.
E cosa succede quando l’austerità piemontese si scontra con un’altra espressione di frizzantezza, come quella emiliana? Ce lo racconta un oste nel cuore di molti, che ha scelto di farlo con la cronaca di una serata a base di lambrusco nella Langa dei barolisti.
Al lambrusco dedichiamo uno spazio rilevante di questo episodio, con la volontà di fare chiarezza sulle svariate identità che esso può assumere, ma anche con la curiosità di andarne a conoscere i più appassionati produttori del territorio modenese, fino a dedicargli un viaggio musicale.
Allo stesso modo, riserviamo anche al prosecco uno sguardo tanto intimo quanto la dimensione che è capace di svelare. Due grandi distretti accomunati da definizioni generiche, che ne offuscano identità e differenze.
E a proposito di appellativi, in questo episodio facciamo anche i conti con la parola “bollicine” grazie a due autori che si sono prestati a un originale duello linguistico.
In tema di metodo classico, ritorniamo in Piemonte per raccontare una “alt(r)a” Langa, quella astigiana, e sconfiniamo in Catalogna, tra le pendenze del Penedès. E poi si parla anche un po’ di champagne, ma solo per metterlo in relazione con la scena hip hop statunitense.
Oltre al vino, indaghiamo il ruolo del gas negli alimenti con un approfondimento sui fermentati in cucina, arricchito dalle testimonianze di rinomati addetti ai lavori. Per la consueta incursione nella mixology, raccontiamo invece origini e sviluppo delle sode. Infine, parlando di gas, ci è parso naturale dedicare uno spazio (anzi, due) anche al mondo della birra: abbiamo approfondito il significato della CO₂ nei diversi stili brassicoli e scoperto un progetto che vede dialogare il mondo delle lambic con quello del vino.

19 articoli e 112 pagine, impreziosite dalle opere di diversi artisti illustratori.

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Con “Gas” torniamo ad approfondire un elemento tecnico e stilistico: l’anidride carbonica. Da alcuni chiamata CO₂, da pochi diossido di carbonio, da molti “bollicine”, l’anidride carbonica occupa una posizione peculiare nel panorama delle componenti che concorrono a definire l’identità del vino.
Questo episodio accompagna il lettore alla scoperta delle effervescenze di diversi territori e delle persone che ne interpretano identità e sfumature. Un viaggio con, in sottofondo, una domanda che si ripete: può un scelta tecnica dominata dall’uomo, i cui effetti, nel calice, vanno a sovrapporsi alla purezza espressiva di un vino, rappresentare un elemento di terroir e di tipicità?
Il volume apre con uno sguardo critico sulla manifestazione organolettica dell’anidride carbonica, per poi approfondire il tema dei vini monastici e delle “miracolose spume”.
Poi si passa “sul campo”, in Piemonte, per scoprire i delicati equilibri e le tecniche di spumantizzazione del moscato, oltre che per conoscerne un romantico interprete.
E cosa succede quando l’austerità piemontese si scontra con un’altra espressione di frizzantezza, come quella emiliana? Ce lo racconta un oste nel cuore di molti, che ha scelto di farlo con la cronaca di una serata a base di lambrusco nella Langa dei barolisti.
Al lambrusco dedichiamo uno spazio rilevante di questo episodio, con la volontà di fare chiarezza sulle svariate identità che esso può assumere, ma anche con la curiosità di andarne a conoscere i più appassionati produttori del territorio modenese, fino a dedicargli un viaggio musicale.
Allo stesso modo, riserviamo anche al prosecco uno sguardo tanto intimo quanto la dimensione che è capace di svelare. Due grandi distretti accomunati da definizioni generiche, che ne offuscano identità e differenze.
E a proposito di appellativi, in questo episodio facciamo anche i conti con la parola “bollicine” grazie a due autori che si sono prestati a un originale duello linguistico.
In tema di metodo classico, ritorniamo in Piemonte per raccontare una “alt(r)a” Langa, quella astigiana, e sconfiniamo in Catalogna, tra le pendenze del Penedès. E poi si parla anche un po’ di champagne, ma solo per metterlo in relazione con la scena hip hop statunitense.
Oltre al vino, indaghiamo il ruolo del gas negli alimenti con un approfondimento sui fermentati in cucina, arricchito dalle testimonianze di rinomati addetti ai lavori. Per la consueta incursione nella mixology, raccontiamo invece origini e sviluppo delle sode. Infine, parlando di gas, ci è parso naturale dedicare uno spazio (anzi, due) anche al mondo della birra: abbiamo approfondito il significato della CO₂ nei diversi stili brassicoli e scoperto un progetto che vede dialogare il mondo delle lambic con quello del vino.

19 articoli e 112 pagine, impreziosite dalle opere di diversi artisti illustratori.

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